Notizie dal Togo

Messaggio di ringraziamento di Padre Silvano

Acqua, pompe e trivellazioni: Siamo all’ultimo atto del progetto trivellazioni. Sono state fatte in otto villaggi, più tre altre pompe riattivate. Qui ai lati la pompa di Sabaringadè e una di Kolowaré. Cinque offerte dal Novara Center, una dalla MILE di Verona, due altre da particolari. Alcuni amici hanno contribuito a rigenerare le tre pompe.

E il 2 marzo, siamo andati a Kadabou-Atara per installare l’ultima pompa. Gaulé e Iroko arrivano verso le 10 con il vecchio furgoncino azzurro e il gruppo di giovani per i lavori. Siamo nel cortile della missione. Offro loro alcune papaye e partiamo.

Stanotte è arrivata la prima grande pioggia della stagione. Si vedono i risultati sui sui sacchi di manioca ai bordi della strada: aperti con il prodotto sparpagliato a terra. La pista è buona e arriviamo in poco più di mezz’ora. Vogliono mostrarmi la trivellazione mancata. Hanno lavorato per due giorni, senza trovare acqua. Si vedono i segni dei lavori, i vari mucchietti di sabbia: ognuno corrisponde ad un metro di profondità. Siamo al centro di una grande radura, in un crocevia. Tutt’attorno ci sono le fattorie. Era il posto ideale. Sono arrivati ad 80 metri, ma trovato pochissima acqua, non sufficiente per mettere una pompa. Eccoci sul posto. Davanti a me gettano un sasso, si sente il tonfo, ma l’acqua è troppo poca.

Non si sono scoraggiati. L’addetto al ricerca del punto d’acqua – il geofisico – ha lavorato per cinque ore, perlustrando tutta la zona, poi ha trovato il punto giusto. Qui l’acqua l’hanno trovata, in abbondanza. Solo che è in mezzo ai campi, e non c’è strada per arrivarci. Qui accanto la predella con il tubo che esce. Siamo in mezzo a campi di miglio. Tutt’attorno ci sono le stoppie. Ai lati alcune abitazioni.

I giovani, aiutati dalle donne del posto, trasportano i tubi e il materiale che depongono accanto ad un alberello, dove siamo seduti anche noi con alcune signore. E iniziano il lavoro.

Con un seghetto tagliano il tubo azzurro che fuoriesce, livellano quello che resta, ed adagiano poi il tubo centrale che porterà la pompa. I ragazzi sono abituati a questo lavoro. Di pompe come questa ne hanno già installate decine e decine. “Anche quattro in una giornata”, mi diceva Gaulé.

Seguo le varie fasi dell’installazione della pompa. Il primo lavoro è avvitare il cilindro con lo stantuffo al tubo che arriverà a contatto con l’acqua. E’ questo cilindro che aspira l’acqua facendola poi salire nei tubi fino alla pompa. Foto a sinistra. Una volta che questo primo tubo è pronto gliene si aggiunge un secondo avvitandolo insieme al perno interno. E poi gli altri. In ogni segmento c’è un tubo e un perno che discendono contemporaneamente. Ogni tubo è lungo tre metri. Ce ne son dodici da discendere. A destra un giovane che prepara questi tubi Alla fine viene installato il braccio, cioè il manico che aziona la pompa. Con un seghetto si taglia il perno che fuori esce dal pozzo, viene poi filettato per potergli avvitare la catena che aziona perno e stantuffo. Prima di coprire la pompa, fanno delle prove, e l’acqua esce abbondante. Prima di partire Iroko e Gaulé offrono la chiave della pompa al responsabile del gruppo. Così non è costretto a venire a cercarla alla missione. Al ritorno ci fermiamo a vedere il problema di Sadaniima. Mi avevano telefonato diverse volte. Di acqua ce n’è molto poca. Erano scesi ad un centinaio di metri, l’acqua l’hanno trovata, ma la risalita è scarsa. Dopo un paio di bacinelle non ce n’è più, e bisogna attendere che risalga di nuovo. Facciamo un controllo insieme e constatiamo il problema. Decidono di aggiungere ancora due o tre tubi. Lo faranno in settimana.

Nella parabola del Buon Samaritano [Gesù] denuncia l’omissione di aiuto dinanzi all’urgente necessità dei propri simili…e invita i suoi uditori…a imparare a fermarsi davanti alle sofferenze di questo mondo per alleviarle, alle ferite degli altri per curarle, con i mezzi di cui si dispone, a partire dal proprio tempo, malgrado le tante occupazioni

Kolowaré, 3 Marzo 2016

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